venerdì 6 febbraio 2015

Fotografare un concerto: io e la musica.


Quando ero alle scuole medie odiavo cordialmente le ore di educazione fisica e di educazione musicale. 
Le mie doti atletiche scarseggiano alquanto; sono piuttosto goffa e anche un po' pigra (solo nelle cose che non mi piace fare però), quindi, zampettare e sudare in palestra, non faceva e non fa tuttora per me. 
La musica poi...un incubo. Per quanto mi sforzassi non riuscivo a leggere le note e strimpellare con un  odiosissimo flautino mi faceva desiderare ardentemente un bel paio di tappi per le orecchie. Un desiderio condiviso dai miei genitori quando, durante i miei esercizi, dovevano ascoltare i suoni striduli e cacofonici del mio flauto.   
Altra cosa da non sottovalutare erano i voti bassi di educazione fisica ed educazione musicale  che mi rovinavano la media e rendevano queste discipline ancora più odiose ai miei occhi di "secchiona".
Fortunatamente in terza media tutto cambiò. L'anziana ed austera prof di musica andò in pensione ed, al suo posto, arrivò una graziosa giovane insegnante: la professoressa Bensa.
Finalmente una ventata di novità e di freschezza! Via gli odiosissimi flautini di plastica e largo a tutto il resto...dalle chitarre ai violini, dalle tastiere alle percussioni e agli strumenti acustici.
Non si sa come successe, ma la professoressa Bensa riuscì a farmi imparare parti da chitarra solista (gli accordi no...troppo difficili e dolorosi, ahahah). 
Da buona figlia degli anni '70, la nostra amatissima professoressa adorava gli "Inti Illimani" e fu dal loro repertorio che attingemmo i pezzi da suonare al concerto di fine anno.
Purtroppo, o forse per fortuna, a febbraio mi ruppi la spalla destra e tra gesso, fasciatura e fisioterapia la mia carriera musicale terminò bruscamente. Così mi limitai a cantare..."run run se fue pal norte no se quando vendrà, venda para il compleanos de nuestra soledad...oppure el pueblo unito jamas sarà vencido" (wow ricordo ancora alcune parole anche se devo chiedere scusa per il massacro della lingua spagnola che io non conosco sigh).
Alla fine, l'incidente mi fece ottenere l'esonero dalle lezioni di educazione fisica  e così la mia media risalì vertiginosamente e rasentò il 10 quasi perfetto e l'"ottimo" finale mi consegno la palma di "prima della classe".
Da allora, per me, la musica tornò ad essere difficile e incomprensibile almeno quanto lo sono gli ideogrammi cinesi ed è, anche per questo, che ho sempre ammirato e anche un po' invidiato i musicisti.
Così quando mi fu proposto di di fotografare tutti i concerti dell'Orchestra Polledro, accettai con entusiasmo anche se con un po' di timore. 
Poter conoscere il mondo degli orchestrali lo considero un privilegio. 
Il momento che preferisco è quello che precede il concerto...la preparazione, l'ansia e l'attesa danno carattere alle foto e le rendono meno banali e più varie.
C'è chi scherza e c'è chi si isola per provare...chi cura l'aspetto fisico e chi si prepara solo all'ultimo, chi gioca col telefono e chi si nasconde perplesso...la tensione è a mille... poi tutto si scioglie e il concerto inizia.


Concerto
Concerto dietro le quinte
Concerto dietro le quinte
Concerto dietro le quinte
Concerto dietro le quinte
Concerto
Mari Crea Photography
Concerto
Concerto per web
Concerto
Torino di notte dal Teatro Vittoria




11 commenti:

  1. Davvero un ottimo reportage.
    Complimenti Mari
    Maurizio

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  2. Complimenti davvero! Una fantastica gestione della luce!

    Ciao
    Federico

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    Risposte
    1. Grazie mille Federico
      Buon weekend
      Mari

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  3. Bellissime foto! Si senti atmosfera! Complimenti

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  4. Che fascino la musica... e si vede tutto in queste foto!

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  5. Che belle queste immagini, in particolare i ritratti!
    E' curioso, anch'io mi sono fratturata la spalla (la sinistra però!) in terza media e sono stata esonerata anch'io dalla materia che più odiavo: educazione fisica!

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  6. belle le foto, ma, soprattutto, bellissimo e personale come solo tu sai fare, il testo. Hai risvegliato in me tanti ricordi...io però non ho memoria delle lezioni di musica ... ma c'erano ai "miei" tempi? però ho sempre invidiato i colleghi di musica e di strumento (nella mia scuola ci sono 4 diversi strumenti musicali) ed uno dei miei desideri è proprio quello di saper cantare e suonare uno strumento. Per il canto mi sa che devo desistere, ma per lo strumento potrei riprendere la chitarra che da ragazza strimpellavo con gli amici.
    Anche ora "vedo" nei miei ragazzi la grande emozione prima di esibirsi, emozione tangibile che emerge anche dalle tue foto.
    baci e fusa
    Paty

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  7. Mentre leggevo le primissime righe pensavo: "che peccato! E' sicuramente colpa di un insegnante che non ha saputo trasmettere la passione per una cosa bella come la musica e non ha saputo coinvolgere i ragazzi...davvero un peccato! :(" Poi ho continuato a leggere e...come volevasi dimostrare, è bastato che arrivasse un'altra insegnante con un approccio diverso e tutto è cambiato! Purtroppo tanti insegnanti non si rendono conto di che "potere" hanno tra le mani, di come possono realmente formare i ragazzi e trasmettere passione e sentimenti (e non solo per quanto riguarda la musica). Sono contenta che almeno in extremis extremis ti sia avvicinata alla musica!
    Le foto che hai fatto sono molto belle e in particolare adoro la sesta (con la sola luce del cellulare, davvero suggestiva) e la nona con la violinista che sbircia dietro le quinte. Bravissima!

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  8. riesci a cogliere l'anima.....sei bravissima!Lory

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  9. accipicchia, sei davvero brava, sono rimasta incantata di fronte alle tue foto...e ho anche capito che io di strada ancora ne ho tanta da fare con la mia reflex!! Un abbraccio SILVIA

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